Come si diventa influencer? Questa è una domanda sempre più frequente che mette ben in evidenza quanta importanza stia guadagnando l’influencer marketing.

Parto col dire che la strada dell’influencer non è breve e lineare, inoltre è necessario investire una grande quantità di tempo e/o denaro.

Ma prima di spiegare come si diventa influencer, spiego con semplicità chi sono gli influencer e che cosa fanno.

Chi sono gli influencer?

L’influencer è un soggetto in grado di “veicolare” l’opinione di masse più o meno grandi (macro influencer e micro influencer).

L’influencer è un “mestiere” più vecchio di quanto si potrebbe pensare, ma il termine ha ottenuto maggiore popolarità con l’avvento dei social network. Ma di fatto, un influencer è semplicemente una persona in grado di influenzare l’opinione di altri soggetti, lo si fa sul Web, ma prima ancora in TV e in radio.

Devi avere necessariamente centinaia di migliaia di follower per essere un influencer? Assolutamente no, anche se per diverso tempo l’influencer era caratterizzato dal numero di follower, da qualche tempo si è capito che si tratta solo di un numero più o meno insignificante, una vanity metric (anche perché, aumentare in modo “scorretto” i follower è diventata una pratica alla portata di tutti).

L’influencer quindi risponde a queste caratteristiche:

  • È in grado di influenzare l’opinione altrui
  • Ha un buon seguito su diversi canali di comunicazione (social, blog, YouTube, ecc)
  • È un punto di riferimento nel suo settore tant’è da essere definito “autoritario”
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Differenza tra micro e macro influencer. Report estrapolato da Mediakix.com

Cosa fanno gli influencer?

Quando si parla di influencer marketing l’intero processo si può riassumere con questo schema che ho ridotto all’osso:

  1. Un azienda individua uno specifico target per sponsorizzare il proprio prodotto o servizio
  2. Dopodiché individua uno o più influencer appartenenti al target selezionato
  3. Gli influencer producono una materiale basato sul prodotto/servizio e sfruttano i propri canali (social network, siti Web, video, dirette, ecc) per condividere il materiale ai propri followers
  4. L’azienda beneficia della popolarità dell’influencer

Se in un primo momento questo tipo di attività erano fatte un po’ sottobanco, da qualche mese a questa parte, per una maggior trasparenza nei confronti dei follower/clienti, sono sempre più numerosi gli influencer che mettono in evidenza i contenuti sponsorizzati con l’hashtag #Advertising (o con una variante simile).

Come si diventa influencer?

No, non puoi iscriverti al corso di influencer ed ottenere un attestato, (s)fortunatamente il percorso per diventare influencer non è ben delineato ed ha mille sfaccettature: c’è chi è partito da un blog di moda (come non citare Chiara Ferragni), chi ha creato personaggi di satira sui social network, chi ha semplicemente sfruttato la sua “popolarità offline”, chi ha ottenuto successo grazie a YouTube e… Sarebbe davvero difficile elencarli tutti.

Come puoi vedere, ci sono decine se non centinaia di modi intricati per diventare influencer. Anche se, lo ripeto, non esiste un modo per diventare influencer, ci sono una serie di “passaggi” comuni a molti volti noti. Qui di seguito ne riassumo alcuni.

Individua il tuo settore!

Prima ancora di pianificare il modo di guadagnare popolarità, dovresti identificare il settore nel quale dovrai operare. La passione per un determinato tema è importante, ma è bene considerare tutte le circostanze.

Facendo un esempio banale, se sono appassionato di tecnologia, ma la mia autorevolezza e conoscenza in questo campo è limitata, allora è estremamente improbabile che io possa diventare un influencer in questo campo. Ricordati che l’influencer è colui che influenza il parere altrui… per influenzare gli altri ci vuole carisma e competenza.

Crea un personaggio e intrattieni il pubblico

Hai deciso l’argomento che tratterai, ora devi decidere come proporti al pubblico. Sembra una banalità, ma non tutti gli influencer sono “veri”, buona parte di essi sono dei personaggi artificiali e decisamente ben architettati.

La creazione del personaggio non si limita esclusivamente al nome e volto (sarebbe meglio definirla “maschera”), ma anche al modo di trattare gli argomenti, quali canali utilizzare, la tipologia di linguaggio da adottare, ecc.

Cosa pubblicare

La bravura dell’influencer è tutta qui: creare contenuti che permettano una crescita del profilo veloce e costante.

A meno che tu non abbia deciso di diventare un influencer nel settore del food, non pensare nemmeno lontanamente di condividere la foto del tuo ultimo pranzo. La gente che seguirà il tuo personaggio lo farà perché prova una certa empatia con il personaggio o col tema trattato. Se qualche contenuto fuori tema va bene, pubblicandone troppi si rischia l’effetto contrario.

Quindi, prima ancora di pensare di diventare un personaggio influente, chiediti: “sono in grado di produrre contenuti di qualità sul tema scelto in modo costante?”

A questo punto non limitarti a darti una risposta, ma butta giù un vero e proprio piano editoriale… Ti aiuterà a schiarirti le idee ancor prima di cominciare.

Prima della grana, la fatica!

Hai scelto un settore, hai delineato le caratteristiche del tuo personaggio e hai finalmente deciso che genere di contenuti produrrai.

Terminata la fase di pianificazione (che ovviamente non si limita a questi aspetti principali), arriva il momento della mera fatica: produrre i contenuti (testi, immagini, video, dirette, podcast, blog post, infografiche, ecc) e iniziare a far crescere la fanbase.

Si tratta di un procedimento decisamente lungo che richiederà mesi, se non anni. D’altronde acquisire follower in modo organico è un procedimento lungo. Per non parlare dell’acquisizione dell’autorità necessaria per essere credibili quando si sponsorizza un prodotto.

E una volta raggiunta una buona fanbase?

Una volta ottenuto un certo prestigio, arriva il momento di andare a caccia di opportunità… Si, ho scritto “andare a caccia” perché nella maggior parte dei casi, le richieste non cominceranno ad arrivare da sole, ma dovrai essere tu a cercarle.

Oltre ai contatti tradizionali (email, telefonate, programmi di affiliazione, ecc) alle aziende che trattano i tuoi stessi argomenti, puoi anche sfruttare strumenti specifici come Buzzoole pensati appositamente per far incontrare aziende ed influencer.

Comprare i follower non va bene, ecco perché

Come detto all’inizio, il numero di follower ormai non è più un elemento che viene preso in considerazione in una campagna di influencer marketing. Fortunatamente direi!

Per fare un esempio banale, immaginati due papabili influencer: Ermenegildo ha 100’000 follower, mentre Gino ne ha solo 1’000. Anche se ad una prima occhiata potrebbe sembrare che Gino abbia una maggiore “potenza di fuoco”, non è detto che sia così.

Scavando a fondo, scopriamo che quando Ermenegildo pubblica un post ottiene 10 risposte, mentre Gino riesce a coinvolgere ben 50 persone. Da qui la conferma: è l’engagement che determina la “forza” di un influencer, non il numero di follower.

Perché Ermenegildo non ha ottenuto lo stesso interesse che ha ottenuto Gino? Ci possono essere solo due motivazioni: ha acquistato dei follower finti tramite uno dei mille “strumenti fuffa”, oppure i follower sono reali, ma ha una fanbase totalmente disinteressata all’argomento trattato. In entrambi i casi, ha vinto Gino!

Non esiste una guida definitiva per diventare influencer

E diffida da chi dice di averne una… Specialmente se a vendertela è qualcuno simile all’Ermenegildo che ho usato nell’esempio qui sopra.

Un influencer, per essere ritenuto tale, deve ottenere la fiducia degli utenti, una solida community alle spalle e deve produrre contenuti di una certa qualità. Tutte cose che non si acquistano con costosi corsi, ma solo con l’esperienza ed una solida pianificazione.