Con tutte le esigenze dettate dalle fantomatiche “regole SEO”, ultimamente è sempre più probabile trovare articoli scritti male e decisamente poco intriganti. Questo accade perché sempre più spesso i Web writer sono costretti a mettere da parte la qualità per dare priorità alla quantità di parole.

Insomma, non si scrive più per soddisfare le esigenze dell’utente, ma per soddisfare i motori di ricerca seguendo quelli che spesso sono solo dei falsi miti. Quindi, la prima regola per un articolo ben scritto è: scrivi per l’utente, non per la SEO!

Prima le informazioni importanti, poi quelle secondarie

Un errore molto comune (nonché fastidioso) è quello di posizionare le informazioni a casaccio.

Quando apro un articolo voglio trovare una risposta secca (seppur vaga) nelle prime righe e poi voglio approfondire l’argomento nelle righe successive in modo graduale ed ordinato.

Quindi, salvo argomenti intricatissimi, la risposta deve essere scritta nelle prime righe e approfondita per bene nei paragrafi successivi, fornendo prima le informazioni rilevanti e poi quelle meno importanti.

Il numero di parole non conta… Scrivi l’essenziale!

Dal punto di vista SEO è più corretto scrivere un articolo da 200, 500 o 1000 parole? Sono estremamente convinto che non esiste una risposta precisa a questa domanda perché non penso che un avanzatissimo motore di ricerca come Google prenda ancora in considerazione un elemento banale come la quantità di parole.

Secondo un recente studio pubblicato sul blog di Can I Rank, esiste realmente un collegamento tra i gli articoli con molte parole ed i buoni risultati nella SERP di Google. Tale risultato è da collegare alla quantità di parole? Assolutamente no, è da collegare alla qualità dell’articolo ed alla diffusione che ottiene sul Web (Link earning). La spiegazione di questo fenomeno quindi è da ricercare altrove: i contenuti in cima sono pubblicati da portali autorevoli, i quali hanno una grossa quantità di link in entrata dovuti alla qualità del contenuto e al seguito sui Social.

Da qui sono giunto ad una semplice conclusione: non esiste una quantità di parole predefinita, l’importante è scrivere un contenuto di qualità che crei valore e che sia realmente interessante per l’utenza. Il resto verrà da sé.

scrivi-per-utente-non-per-seo

Formattazione minimale!

Nulla è più fastidioso che leggere un enorme wall of text senza paragrafi, sottotitoli, con testo sottolineato/corsivo, parti evidenziate e con colori diversi.

Per essere leggibile un articolo deve essere minimale e ben impaginato: deve essere suddiviso in paragrafi a loro volta suddivisi in capitoli con tanto di sottotitolo. Inoltre, se possibile, è bene inserire delle immagini e video contestuali (magari informative) per spezzare un po’ la lettura.

Inoltre è importantissimo formattare il testo correttamente inserendo il grassetto per evidenziare i concetti chiave facilitando così la lettura veloce e l’individuazione delle parti interessanti. I link, per essere efficaci dal punto di vista SEO devono seguire una serie di accorgimenti, ma in ogni caso è importante che siano link parlanti:

  • Per guardare il video informativo clicca qui (SBAGLIATO)
  • Puoi approfondire l’argomento guardando il video sui 5 consigli per scrivere blog post di qualità (CORRETTO)

Per ottenere una formattazione pulita e un testo “minimale” è opportuno usare software e strumenti appositamente pensati per i Web Writer. Negli ultimi mesi ho deciso di utilizzare Write!, un software a pagamento disponibile su Windows, Mac e Linux (se ti interessa, ho approfondito il funzionamento di Write con tanto di codice sconto esclusivo).

Includi link interni e link esterni!

I link interni sono indispensabili per generare una forte correlazione tra i vari contenuti del tuo sito. Inserendoli hai la possibilità di allungare il tempo di permanenza dei lettori sul sito oltre che dirottare il traffico sulle pagine che ti interessa valorizzare.

I link esterni svolgono una duplice funzione: se usati correttamente migliorano la qualità SEO dell’articolo e possono essere un ottimo modo per instaurare nuove collaborazioni oltre che “premiare” le fonti citate.

Ovviamente, sia che siano link interni, che siano link esterni, usali con criterio e in proporzione alla lunghezza dell’articolo (10 link in 200 parole sono esagerati, 10 link in 2000 parole invece vanno più che bene).

Concludi con una bella CTA (Call to Action)

Una CTA è sempre necessaria e, oltre ad inserirle nel testo, è bene inserirne una nelle conclusioni. Andando per logica, se un utente ha letto con interesse tutto l’articolo, allora è estremamente probabile che sia invogliato a compiere l’azione da te richiesta.

Inoltre, sempre nelle conclusioni, è bene includere una riflessione personale che invogli l’utente a commentare e/o condividere il contenuto.

La regola è che non esistono regole

Ho scritto un bel po’ di osservazioni, alcune delle quali vanno in contrasto con ciò che sappiamo sulla SEO. Ma la tendenza generale dei motori di ricerca e, in particolare di Google, è quella di premiare gli articoli di qualità che siano realmente utili per gli utenti.

Guardando a queste dichiarazioni con lungimiranza è abbastanza chiaro che scrivere articoli mettendo l’utente al primo posto porterà dei vantaggio nel medio/lungo periodo.

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